La vita di Nichiren Daishonin #1/3

Nichiren Daishonin nacque il 16 febbraio 1222 a Kominato, una località sulle coste della penisola di Boso che delimita a est la baia di Tokyo. Il padre si chiamava Mikuni-no Tayu e la madre Umegiku-nyo. Nel Dibattito sull’oggetto di culto dice: «Io vengo da una famiglia di pescatori, da un luogo chiamato Katami nel paese di Tojo, distretto di Nagasa, provincia di Awa». Nella Lettera da Sado dice: «Questo è successo anche a Nichiren che in questa vita è nato povero e umile in una famiglia chandala». Nella società indiana, chandala era la classe più bassa, quella dei fuoricasta o intoccabili, individui che facevano lavori impuri come i macellai o i becchini. Poiché i pescatori vivono uccidendo i pesci, il Daishonin si definì di famiglia chandala.
Alla nascita ricevette il nome di Zennichi-maro e a dodici anni entrò nel tempio Seicho-ji per ricevere un’istruzione religiosa e generale. Nella Refutazione di Ryokan e di altri preti, dice che sin da ragazzo aveva un gran desiderio di apprendere e al tempio Seicho-ji pregò davanti alla statua del bodhisattva Kokuzo di poter diventare l’uomo più saggio di tutto il Giappone. E, come egli stesso racconta, ricevette da questo bodhisattva un “gioiello di saggezza”, cioè l’Illuminazione alla realtà della vita e dell’universo.
A sedici anni fu ordinato prete dall’abate Dozen-bo, il suo maestro, e prese il nome di Zesho-bo Rencho. Quindi si dedicò a studiare tutte le scritture e le dottrine delle varie sette, spesso in contraddizione tra di loro. A diciotto anni si recò a Kamakura dove rimase tre anni studiando gli insegnamenti delle sette Zen e Jodo. Dopo altri dieci anni di studio sul Monte Hiei, sede della setta Tendai, sul monte Koya, sede della setta Shingon, e in altri templi dell’area di Kyoto e di Nara, si convinse che l’insegnamento fondamentale di Shakyamuni è il Sutra del Loto e che nella profondità di questo sutra è nascosta la grande Legge di Nammyoho-renge-kyo.

PROCLAMAZIONE DEL VERO BUDDISMO
A trentadue anni tornò al Seicho-ji. A mezzogiorno del 28 aprile 1253 tenne il suo primo sermone e, davanti a Dozen-bo, agli altri preti e a numerosi ascoltatori laici, proclamò che Nammyoho-renge-kyo è la sola grande Legge che può condurre all’Illuminazione l’umanità nell’epoca di Mappo.
In questa occasione si dette il nome di Nichiren (Sole-loto). Nella Lettera a Jakunichi-bo spiega: «Il fatto che mi sia dato il nome di Nichiren significa che ottenni l’Illuminazione da solo». In un altro Gosho scrive: «C’è qualcosa più brillante del sole e della luna? C’è qualcosa più puro del fiore di loto? Il Sutra del Loto è il sole e la luna, è il fiore di Loto. Per questo è chiamato Myoho-renge-kyo. Anche Nichiren è come il sole e la luna, è come il fiore di loto». Il nome Nichiren significa che il Daishonin è il Budda originale che illuminerà l’umanità nell’impura e degenerata epoca di Mappo e che farà sbocciare la felicità dalle tribolazioni del mondo come il loto che sboccia candido dalle acque melmose dello stagno.
Nel suo primo sermone egli affermò che le principali sette dell’epoca, basate su insegnamenti precedenti il Sutra del Loto non più validi per la nostra epoca, non portano alla salvezza ma alla rovina: la setta Jodo (o Nembutsu) porta a cadere nell’inferno, la setta Zen è opera dei diavoli, la Ritsu è traditrice e la Shingon causa la rovina della nazione. Ciò suscitò l’ira di Tojo Kagenobu, signore del luogo e fervente seguace Nembutsu, che ordinò di arrestarlo. Ma Dozen-bo incaricò i due preti Gijo-bo e Joken-bo di condurlo in salvo.
Il Daishonin si recò quindi a Kamakura e si stabilì in un casolare a Matsubagayatsu presso Nagoe, da dove iniziò la sua attività di propagazione. Poco dopo convertì i monaci Nissho e Nichiro, i laici Toki Jonin, Shijo Kingo, Kudo Yoshitaka e Ikegami Munenaka.
Ai tempi del Daishonin il Giappone era colpito da una serie di catastrofi, terremoti, incendi, inondazioni, siccità, carestie, pestilenze. Dopo un disastroso terremoto che colpì Kamakura nell’agosto del 1253, il Daishonin si recò a Iwamoto nel tempio Josso-ji a rileggere le scritture e a meditare sulle cause delle “tre calamità e sette disastri”. Durante il soggiorno al Jisso-ji Nikko Shonin divenne suo discepolo.

PRIMO AMMONIMENTO ALLE AUTORITÀ E PERSECUZIONE DI MATSUBAGAYATSU
Il 16 luglio 1260 inviò a Hojo Tokiyori, ex-reggente che godeva di grande autorità, un trattato intitolato Rissho ankoku ron (Assicurare la pace al paese mediante l’adozione del vero Buddismo), in cui spiega la causa di tutti i disastri: «Gli uomini di oggi voltano le spalle a ciò che è bene e seguono ciò che è male. Questa è la ragione per cui le divinità benevole hanno abbandonato la nazione e gli uomini saggi se ne sono andati per non ritornare. Al loro posto arrivano demoni e diavoli e disastri e calamità si susseguono uno dietro l’altro». La causa di tutto era l’offesa alla vera Legge da parte del popolo e la credenza in dottrine che contraddicono l’insegnamento del Budda. Una delle maggiori fonti di eresia era la credenza nell’insegnamento Nembutsu: se avesse abbandonato questo “unico male”, il paese si sarebbe salvato, altrimenti, sarebbe stato colpito dalle due calamità che ancora non si erano verificate, la guerra civile e l’invasione straniera.
Hojo Tokiyori non prese in considerazione l’ammonimento del Daishonin. Poco dopo, il 27 agosto, una banda di fanatici seguaci Nembutsu assalì il rifugio del Daishonin con l’intento di ucciderlo. Questa è la prima persecuzione, la persecuzione di Matsubagayatsu.
(Continua)
stampa la pagina

Commenti

  1. io sono una fedele alla filosofia nicheriana. è la mia inspirazione e la fonte di una felicità enorme. giustamente sto leggendo tantissimo in questo periodo un libro che oggi ho postato nel mio blog :)
    un bacione ^^
    ti seguo sempre :) grazie di questo post!

    RispondiElimina
  2. Un forte abbraccio Cherrybubbleegum.
    Ciao :)

    RispondiElimina

Posta un commento