Il Sutra del Loto #4

Buddismo significa agire fra la gente e nella società

Scrive anche: «Al tempo di kosenrufu, i popoli di tutto il mondo diventeranno devoti del Sutra del Loto» (Gosho zenshu, pag. 834).
Così indica il principio che tutti in questo mondo possono diventarlo. “Devoti del Sutra del Loto” si riferisce a coloro che si dedicano alla missione di salvare tutte le persone per la durata dei diecimila anni e più dell’Ultimo giorno della Legge. Kosen-rufu indica una circostanza in cui le singole persone, basandosi sulla Legge mistica, offrono il loro contributo agli altri e alla società in quanto “devoti”, cioè persone di azione.
Il presidente fondatore della Soka Gakkai, Tsunesaburo Makiguchi, e il secondo presidente Josei Toda, che lottarono contro il regime militarista della nazione e propagarono la Legge per la felicità delle persone, senza risparmiare la loro vita, occupano certamente un posto in questa linea di discendenza dei devoti del Sutra del Loto.
Il sessantacinquesimo patriarca Nichijun, lodò Makiguchi in quanto “inviato del Budda sin dalla nascita”, ed elogiò Toda in quanto “precursore dei Bodhisattva della Terra”.
Alla fine della seconda guerra mondiale, Toda iniziò la grande lotta per diffondere il “Sutra del Loto dell’Ultimo giorno”, per le persone che si dibattevano nell’angoscia.
«Voglio bandire la parola infelicità da questo mondo … Voglio liberare il mondo dalla povertà e dalla malattia [affinchè tutti possano diventare sani e vigorosi]». Questo grido del mio maestro, che come un leone aveva lottato da solo, risuona ancora nelle mie orecchie. Questo grido dello spirito non è altro che il “cuore del Sutra del Loto”.
Il Buddismo implica sempre pratica e azione. Per aiutare le persone a superare le loro difficoltà e costruire vite di felicità suprema è necessario il dialogo, un profondo dialogo. Il “cuore del Sutra del Loto” è insito in questo modo di praticare ed agire.
Durante le sue lezioni, il presidente Toda diceva spesso: «Nichiren Daishonin lesse il Sutra del Loto nei suoi aspetti più profondi e reconditi. Il Gran Maestro T’ien-t’ai lesse il significato superficiale del Sutra del Loto e interpretò i suoi brani e le sue frasi con grande abilità. Quando dico che Nichiren Daishonin lesse il Sutra del Loto, ricordatevi che egli non lo stava leggendo come Shakyamuni lo aveva esposto, ma ne comprendeva il significato contenuto nella sua profondità, in quanto Budda dell’Ultimo giorno. Questo è il significato delle espressioni “l’insegnamento teorico che ho letto”, e “il capitolo Juryo nella mia Illuminazione interiore”.
Egli faceva una severa distinzione tra la “lettura superficiale”, o la lettura dal punto di vista di Shakyamuni e di T’ien-t’ai, e la “lettura profonda”, ossia quella dal punto di vista di Nichiren Daishonin. Egli spiegò il modo corretto di leggere il sutra nell’Ultimo giorno. Ma cosa significa questa “lettura profonda”? In sostanza, significa leggere il sutra con l’alto stato vitale del Budda originale che desidera permettere a tutte le persone dell’Ultimo giorno di ottenere la vera felicità.
Il Daishonin «lesse il Sutra del Loto con la propria vita», praticando con lo spirito di non risparmiare se stesso. L’essenza del Sutra del Loto, per poter propagare il quale il Daishonin mise a repentaglio la sua esistenza, è il “Sutra del Loto dell’Ultimo giorno”, il “Sutra del Loto nascosto nella profondità del sutra” – cioè Nam-myoho-renge-kyo.
Visto da questa prospettiva, il Sutra del Loto di ventotto capitoli, diviene nella sua interezza una spiegazione di Nam-myoho-renge-kyo. Da qui una “lettura profonda” significa leggere il Sutra del Loto dal punto di vista di Nam-myoho-renge-kyo.
Quando recitiamo i capitoli Hoben e Juryo durante Gongyo, non lo facciamo dal punto di vista del Sutra del Loto del Primo o del Medio giorno della Legge, ma da quello dell’insegnamento di Nichiren Daishonin di Nam-myoho-renge-kyo.
Nichiren Daishonin insegnava il Sutra del Loto di ventotto capitoli dal punto di vista dell’insegnamento nascosto nelle sue profondità, e Nikko Shonin trascrisse le sue lezioni dando forma all’Ongi kuden (Raccolta degli insegnamenti orali). Per far rivivere il cuore del Sutra del Loto e permettere a tutte le persone dell’Ultimo giorno di raggiungere la Buddità, il Daishonin, nella sua infinita compassione, spiega esattamente come devono essere letti i brani del Sutra.
Questa profonda lettura del Sutra del Loto potrebbe essere chiamata “interpretazione dal punto di vista dell’Illuminazione del Daishonin”. Non è una semplice spiegazione teorica del sutra, ma una lettura che esprime lo spirito dei brani del sutra nell’unica prospettiva di come rendere felici tutte le persone del mondo. In altre parole, era un commento mirato all’azione.
Era un commento per la pratica, un commento per tutti gli esseri umani sulla loro esistenza e sul vivere in generale. Invece di rappresentare soltanto la “conoscenza”, l’Ongi kuden è una lettura di profonda saggezza che rileva con precisione e coraggio l’importanza del Sutra del Loto per l’epoca e per la realtà.
“Celato nelle profondità” potrebbe dar l’impressione di qualcosa di misterioso, vietato alla maggioranza delle persone: ma non è certamente così. Al contrario, l’autentico valore del Buddismo “celato nelle profondità” sta proprio nella sua apertura verso ogni persona e nel diventare una forza viva e pulsante che rivitalizza l’epoca e la società.
I membri della setta Nikken hanno capovolto completamente questa dottrina basilare. Distorcendo il “Buddismo celato nelle profondità”, restano attaccati a delle rigide interpretazioni per rivestirsi di una parvenza di autorità. Hanno trasformato il mondo dei sacerdoti e dei templi in un mondo di privilegi speciali, e hanno trasformato il Gohonzon in uno strumento per controllare la gente. Insoddisfatti della loro pratica, passano il tempo in una vana ricerca, facendo così marcire le radici della loro umanità. La loro condotta è veramente riprovevole: hanno ucciso lo spirito del Daishonin.
In queste mie lezioni vorrei discutere della relazione del Sutra del Loto con l’epoca e la società, leggendo l’Ongi kuden e basando le mie parole sulle conferenze tenute dal presidente Toda.
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