mercoledì 21 luglio 2010

Il Gohonzon 5/5

È l’oggetto di culto per chi pratica il Buddismo di Nichiren Daishonin. Quale è il suo significato? Che funzione ha? Perché serve un oggetto di culto? Perché si custodisce con tanta devozione?

Fede e comprensione
Il Budda Shakyamuni espresse la sua Illuminazione nel Sutra del Loto rappresentando la sacralità della vita, cioè la suprema condizione della Buddità, con una torre preziosa, uno straordinario e gigantesco edificio ricoperto di gioielli che emerge dalla terra e si solleva in aria assieme a tutta l’assemblea.
Il saggio cinese T’ien t’ai rivelò la sua Illuminazione, cioè la stessa perfetta comprensione della vita, nel Maka Shikan, in particolare attraverso il principio di ichinen sanzen, dove i fondamenti del Sutra del Loto assumono forma organica.
L’illuminazione di Nichiren è espressa nel Gohonzon, che raffigura la torre preziosa e il principio di ichinen sanzen: «Questo mandala – spiega il Daishonin – non è in alcun modo un’invenzione di Nichiren … È l’Oggetto di culto che descrive perfettamente il Budda Shakyamuni nella torre preziosa e tutti gli altri Budda che erano presenti, così fedelmente come la stampa riproduce la matrice».
Ma non stiamo parlando di luoghi fantastici o paradisi lontani: «Non esiste altra torre preziosa che gli uomini e le donne che abbracciano il Sutra del Loto» scrive Nichiren a un credente che aveva spedito delle offerte. «Abutsu-bo è la torre preziosa stessa, e la torre preziosa è Abutsu-bo stesso. Senza questa consapevolezza tutto il resto è inutile… Potresti pensare di aver fatto offerte alla torre preziosa del Budda Taho, ma non è così. Tu stesso sei un vero Budda che possiede le tre virtù dell’illuminazione. Recita Nam-myoho-renge-kyo con questa convinzione. Allora il luogo dove reciti Daimoku è il luogo della torre preziosa» (ibidem, vol 4, pag. 212).
Così, condotti da Nichiren, siamo giunti al punto cruciale: occorre una “consapevolezza” senza la quale «tutto il resto è inutile», è necessaria una “convinzione” per innescare il processo verso la Buddità, per fare del luogo dove conserviamo il Gohonzon il «luogo della torre preziosa».
In effetti, parlando del Gohonzon, abbiamo finora cercato di spiegare qualcosa che è per sua natura difficile da spiegare e difficile da comprendere proprio perché è l’essenza dell’illuminazione di Nichiren. Abbiamo cercato di far diventare comprensibile qualcosa che sfugge alla comprensione logico-razionale: il Gohonzon si comprende solo con la fede. Il Gohonzon si attiva solo con la fede. «Credi in questo mandalaibidem, pp. 149-150).
Addirittura la sua iscrizione, avvenuta il 12 ottobre del 1279, è stata possibile solo dopo che i discepoli avevano dimostrato una fede incrollabile, mostrandosi pronti a sacrificare la propria vita pur di non abbandonare la fede.
Senza questa fede il Gohonzon sarebbe stato (e sarebbe tutt’ora) del tutto inutile. (di Lodovico Prola)

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