Anche la sofferenza si trasforma

Trasformare il veleno in medicina

Il termine giapponese hendoku iyaku, (trasformare il veleno in medicina) indica la trasformazione dei desideri terreni in Illuminazione attraverso la mistica Legge. Nel Daichido ron, lo studioso indiano Nagarjuna paragona il Sutra del Loto a «un abile medico che trasforma il veleno in medicina», in quanto il Sutra del Loto è l’unico ad affermare che anche le persone dei due Veicoli (che vivevano nei mondi di Studio e Illuminazione parziale) possono raggiungere la Buddità, a dispetto degli insegnamenti provvisori che li definivano come «coloro che hanno distrutto i semi della Buddità».
Le medicine che prendiamo quando siamo malati sono composte spesso da elementi che, presi singolarmente e in dosaggi diversi possono anche uccidere, ma che in quella precisa soluzione servono a curare la malattia. È importante considerare, tuttavia, che l’effetto di una medicina dipende in gran parte dalla forza vitale della persona che la prende. L’espressione metaforica, “cambiare il veleno in medicina”, mette quindi in evidenza l’importanza di rafforzare la propria energia vitale.
Nichiren Daishonin, interpretando l’affermazione di Nagarjuna in senso più ampio, definisce “veleno” i desideri terreni, il karma negativo e le sofferenze, e “medicina” la Legge, la saggezza e l’Illuminazione. La legge mistica (myo-ho), infatti, ha il potere di trasformare quegli elementi negativi nelle virtù della Legge, della saggezza e dell’Illuminazione in quanto myo significa rivivere.
Quando recitiamo Daimoku di fronte al Gohonzon, dalle profondità della nostra vita emerge forza vitale, operando così quella trasformazione del “veleno” (desideri, karma negativo e sofferenza) nella “medicina” di uno stato vitale illuminato.
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