Praticamente fede #6/6


di Stefano Niccoli

Riassumendo: preparare l'obiettivo - che significa avere il nostro scopo ben chiaro - quindi determinare di realizzarlo, cioè di risolvere il problema. La sofferenza rimane fino a quando il problema non è superato, perciò bisogna recitare Daimoku. Recitare Daimoku produce tre risultati: manifestare la saggezza del Budda, aumentare la forza vitale, manifestare la compassione del Budda durante l'azione. La saggezza del Budda ci consente di concepire una strategia superiore, la forza vitale di compiere un'azione superiore. Questo è ciò che insegna il Gosho quando afferma: "Usa la strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra cosa". Da un atteggiamento così positivo nasce un altro effetto: la risposta dell'ambiente che si manifesta non durante la preghiera, ma durante l'azione.
E sull'azione spendiamo ancora qualche parola. Recitare Daimoku può servire - per esempio - per trovare lavoro? Certo, ma non può far materializzare misticamente un lavoro dal nulla. Può far nascere delle idee originali, creative, risolutive (la strategia superiore) sul come e dove andare a cercare, oppure su quali campi della conoscenza approfondire, e in quale campo, per diventare un soggetto ricercato dal mondo del lavoro di domani.
Può far sviluppare l'energia e la tenacia per insistere quando in altre condizioni, sfiduciati, avremmo gettato la spugna, per non perdere la determinazione prima di aver centrato pienamente l'obbiettivo (la forza vitale superiore). Può metterci nella condizione di incontrare la persona giusta, quella che sta cercando proprio uno con le nostre caratteristiche, o di venire "per caso" a conoscenza di qualche informazione importante per la nostra ricerca (la protezione degli
shoten zenjin). Ma se tutte queste belle cose non trovano il loro naturale sfogo nell'azione di cercare il lavoro, nessun lavoro verrà mai a cercare noi.
A proposito degli shoten zenjin, sempre Mitsuhiro Kaneda spiegava che si nutrono di Daimoku e lavorano quando si agisce. Come suggerirebbe un medico coscienzioso, è importante nutrirli a sufficienza e sottoporli anche a un buon esercizio fisico perchè mantengono il loro "peso forma" ideale, senza farli dimagrire troppo (azione senza daimoku), ma anche senza lasciarli ingrassare (Daimoku senza azione).
La pratica buddista funziona così. E' inutile cercare metodi alternativi o andare davanti al Gohonzon con già la soluzione del problema così come ce la immaginiamo nella nostra mente. Se recitiamo Daimoku è perchè abbiamo bisogno di una condizione vitale superiore. Una volta costruita questa condizione illuminata e sgombrata la nostra vita dalle illusini, le buone idee frutto della saggezza del Budda si affacceranno da sole alla nostra mente, saremo in grado di metterle in pratica, realizzeremo i nostri obiettivi e costruiremo una fede che non vacilla davanti a niente.
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