Praticamente fede #5/6


di Stefano Niccoli

Fede ricca e fede povera
Preparando le nostre decisioni come insegna il presidente Ikeda, determiniamo prima dentro di noi, poi davanti al Gohonzon e ancora mentre si agisce, possiamo godere di quello che potremmo definire una "fede ricca". Per preparare il proprio "a quel tempo", la determinazione, per prima cosa, deve essere spontanea. Quindi possiamo passare a chiarire il nostro scopo e a pregare il Gohonzon con sincerità. Questo però, non è ancora sufficiente. la determinazione deve essere mantenuta e rinnovata continuamente fino alla completa realizzazione del prorpio obiettivo. E' forse la parte più faticosa, ma conduce direttamente alla manifetsazione dell'effetto, il frutto dei nostri sforzi, la "prova concreta" della partica buddista. Non solo: oltre all'effetto in sè, la nostra vita si arricchisce di gioia e fortuna, la fede si rafforza e i dubbi svaniscono.

Esista una "fede povera"? Certo, è quando la determinazione non è spontanea, ma nasce, per esempio, da senso del dovere. Oppure quando non di determinazione si tratta, ma soltanto di una pallida speranza. La preghiera che nasce da una forte determinazione fluisce piena di energia, l'azione - per quanto intensa - non è mai faticosa. Al contrario, la pregiera e l'azione di chi è mosso solo da senso del dovere sono pesanti e faticose, e soprattutto non portano alcun effetto, In più, fanno nascere lamentele e dubbi sul Gohonzon. (continua)
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