Praticamente fede #3/6


di Stefano Niccoli

La relazione con gli altri e con l'ambiente
Uno degli elementi centrali della teoria buddista è il concetto di karma: tutte le azioni compiute sono immagazzinate come cause latenti nella nostra vita in attesa di un'occasione appropriata per manifestarsi. Quando quest'occasione arriva, ecco che la combinazione fra le due dà vita a un effetto e, se si tratta di una causa negativa, l'effetto sarà qualcosa che ci provoca sofferenza. Qual è la relazione più comune? Prendersela con l'occasione. Sono gli altri a farci soffrire. E' un esempio sentito almeno un milione di volte, ma è sempre valido: "La faccia che vedo riflessa nello specchio non mi piace: cambio lo specchio!". Con un atteggiamneto del genere è molto probabile che le cose cambino. In peggio.


Eppure il Buddismo è così chiaro: la causa di qualsiasi sofferenza sta proprio in quel magazzino di azioni compiute che chiamiamo karma, e gli altri non sono altro che lo specchio in cui si riflette la causa interna della nostra sofferenza. Punto di vista severo? Forse, ma anche l'unico che ci garantisce di trasformare il nostro destino dandoci la possibilità di agire sulla vera causa, quella che si trova dentro di noi. Allora si verificherà un fatto straordinario: gli altri, dal momento che sono uno specchio, cominceranno a cambiare nei nostri confronti nella stessa misura del nostro cambiamento interiore. Il segreto sta proprio nel decidere di cambiare per primi. (continua)
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