Praticamente fede #2/6


di Stefano Niccoli

La pratica del Buddismo è molto semplice. Tutto quello che è necessario fare è recitare Nam-myoho-renge-kyo. Qualche difficoltà in più può nascere con la recitazione dei capitoli Hoben e Juryo, ma anche questo è uno scoglio superabile. Chi prima chi dopo - meglio con l'aiuto di persone più anziane nella fede - tutti lo imparano e sono in grado di recitare Gongyo mattina e sera. La pratica corretta è quindi alla portata di tutti. Questa semplicità, però, racchiude qualche tranello, ed è lo stesso Daishonin a metterci in guardia: "Tuttavia, se reciti e credi in Myoho-renge-kyo, ma pensi che la Legge sia al di fuori di te, sta abbracciando non la legge mistica ma un insegnamento imperfetto. [...] Quindi, quando invochi la Legge e reciti il Sutra del Loto, devi essere profondamente convinto che Myoho-renge-kyo è la tua stessa vita" ("Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza", Ibidem. pag. 4).


Ecco i pericoli nascosti: affidarsi al Gohonzon come a un talismano, vivere la pratica buddista come una superstizione, aspettarsi un intervento esterno soprannaturale o miracolistico, salvo farsi assalire dai dubbi rendendosi conto che questo intervento non arriva. E allora ecco che fioccano le richieste di consigli personali, che se da un lato sono un'ottima e insostituibile tradizione della Soka Gakkai quando si tratta di aiutare qualcuno a superare un punto morto, a ritrovare fiducia in se stesso e convinzione nel potere del Gohonzon, dall'altro troppo spesso diventano: "Vado a "chiedere guida" al tale responsabile nella speranza che lui risolva il mio problema"". Oppure: "Il mio problema è così diverso dagli altri che mi occorre qualche insegnamento speciale".
"Nam-myoho-renge-kyo è come il ruggito di un leone. Quale malattia può quindi essere un ostacolo?" scrive il Daishonin. "Le persone - spiega, ridendo ma non troppo, Mitsuhiro Kaneda - tendono ad aggiungere arbitrariamente una frase: "Quale malattia può quindi essere un ostacolo, tranne la mia?". Ma questo il Daishonin non l'ha mai scritto. La frase del Gosho, così com'è, vale per tutti, senza distinzione".
Sempre Kaneda, in almeno due occasioni, ha tenuto un'importante lezione sul corretto atteggiamento da ricercare davanti al Gohonzon. "Se le persone studiassero bene e si sforzassero di mettere in pratica questi consigli - ha spiegato - le richietse di "guide personali" diminuerebbero drasticamente, se solo non aggiungessero quella famosa frase...". (continua)

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