La vita di Nichiren Daishonin #8/10

Terzo ammonimento alle autorità

Nel febbraio del 1274, ottenuto il perdono, Nichiren fece ritorno a Kamakura e l’8 aprile fu convocato dal capo della polizia Hei no Saemon che questa volta lo trattò con maggior rispetto e gli chiese quando riteneva che i mongoli avrebbero attaccato il Giappone. Nichiren predisse che i mongoli avrebbero attaccato entro l’anno e ammonì nuovamente di non contare sulle preghiere dei preti Shingon e di altre sette per scongiurare il pericolo. Ma ancora una volta non fu ascoltato.

Ritiro a Minobu

Seguendo l’antica consuetudine cinese secondo la quale se un saggio ammonisce il sovrano tre volte e non è ascoltato, deve ritirarsi fra le montagne, decise di ritirarsi sul monte Minobu. Qui il Daishonin visse fino agli ultimi giorni della sua vita in una piccola abitazione di tronchi d’albero, dedicandosi a istruire i discepoli e a comporre trattati importanti come La scelta del tempo e Ripagare i debiti di gratitudine.
Nell’ottobre del 1274, come Nichiren aveva predetto, le forze mongole occuparono le isolette di Iki e Tsushima nello stretto fra la Corea e Kyushu, e da lì partirono verso la costa settentrionale del Kyushu. (continua)

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