La vita di Nichiren Daishonin #5/10

Persecuzione di Komatsubara

L’anno seguente tornò nella provincia natale di Awa per assistere la madre gravemente ammalata che, grazie alle sue preghiere guarì e visse altri quattro anni.
L’11 novembre 1264 mentre il Daishonin con un gruppo di seguaci era in viaggio verso la residenza di Kudo Yoshitaka, fu attaccato da una banda armata di nembutsu, capeggiata da Tojo Kagenobu. Kyonin-bo e Kudo Yoshitaka morirono per difendere il maestro e il Daishonin riportò una ferita da taglio alla fronte e una frattura alla mano sinistra. Questa è la terza persecuzione, la persecuzione di Komatsubara.
Nel gennaio del 1268 i mongoli intimarono al Giappone di sottomettersi, pena l’invasione. Il governo si preparò alla guerra e ordinò ai templi di pregare per sconfiggere il nemico.
In ottobre il Daishonin inviò lettere a undici influenti personaggi del mondo politico e religioso, rinnovando gli ammonimenti contenuti nel Rissho ankoku ron e chiedendo che si tenesse un pubblico dibattito con i rappresentanti delle varie scuole. Ma nessuno rispose al suo invito.
Nel 1271, una lunghissima siccità colpì il paese e il governo ordinò a Ryokan della setta Ritsu, abate del tempio Gokuraku-ji, di pregare per la pioggia. Quando ne fu informato, il Daishonin gli lanciò una sfida: se Ryokan fosse riuscito a far piovere entro sette giorni, Nichiren avrebbe ritrattato le sue accuse alle varie scuole e sarebbe diventato suo discepolo. Se non fosse riuscito a provocare la pioggia, Ryokan doveva diventare discepolo di Nichiren. Ma nonostante gli elaborati rituali di Ryokan non cadde una goccia di pioggia e anzi si scatenarono violente bufere di vento che devastarono Kamakura. Ryokan, lungi dal convertirsi, prese a tramare nell’ombra calunniando Nichiren Daishonin presso mogli e vedove dei funzionari governativi che fecero pressioni perché fossero presi provvedimenti contro di lui. (continua)
stampa la pagina

Commenti