La Relazione con l'ambiente

Quanto posso influenzare il mio ambiente?
Secondo il Buddismo la vita umana e il suo ambiente, naturale e sociale, sono uniti in stretta relazione, al punto che ogni cosa che ci circonda, inclusi lavoro e relazioni familiari, è un riflesso di noi stessi. Questo principio è chiamato la non dualità di vita e ambiente (in giapponese esho funi). Per esempio, chi è depresso tende a trascurare se stesso e la casa, mentre una persona solida e generosa crea attorno a sé un ambiente caloroso e accogliente. Benché il nostro io e la realtà esterna sembrino distinti, non solo sono interconnessi o reciprocamente dipendenti, ma sono inseparabili l'uno dall'altro. Per questo motivo, cambiando noi, cambia anche il nostro ambiente.

Cosa significa esho funi?
Esho è una contrazione di eho, che significa ambiente, e shoho, che significa vita o essere vivente. Funi è la contrazione di nini funi e significa due ma non due. Esho funi indica quindi che vita e ambiente sono inseparabili. Inoltre, sia eho che shoho contengono in sé ho, la manifestazione di un effetto latente in relazione con una causa esterna. Ambiente e vita soggettiva sono legati dall'elemento karmico e inscindibili l'uno dall'altro (cfr. DB, 516-517).



Come si lega il principio di esho funi alla salvaguardia del nostro pianeta?
L'azione più positiva che si può intraprendere per la società e l'ambiente è trasformare la propria vita, influenzando positivamente anche quella degli altri, in modo che non siano più dominate dagli stati vitali di Inferno, Avidità, Animalità e Collera (quattro cattivi sentieri). Alimentata dalla recitazione del Daimoku e dalla pratica costante per sé e per gli altri, la nostra vita manifesta le sue qualità migliori come la saggezza, il coraggio e la compassione; ed è naturale compiere scelte appropriate e ricevere sostegno dall'ambiente circostante. Non è facile prevedere gli effetti a lungo termine delle proprie azioni ed è difficile credere che la scelta di un individuo possa realmente influenzare lo stato del mondo, ma il Buddismo insegna che tutti i fenomeni dell'universo sono connessi fra loro in una rete inscindibile di relazioni di causa ed effetto.

Che cosa vuol dire kosen-rufu?
L'espressione kosen-rufu compare in una frase del ventitreesimo capitolo del Sutra del Loto in questi termini: «Nell'ultimo periodo di cinquecento anni, dovrai diffonderlo in tutto Jambudvipa e non permettere mai che [la sua diffusione] sia interrotta». Shakyamuni quindi predisse che il Sutra del Loto sarebbe stato diffuso ampiamente nel mondo nell'epoca di mappo (Ultimo giorno della Legge). Daisaku Ikeda afferma a questo proposito: «Kosen-rufu significa far conoscere la Legge mistica nel mondo per aprire la strada verso la felicità assoluta». Partendo dal processo di autoriforma individuale, i discepoli di Nichiren Daishonin hanno il compito di diffondere questo insegnamento nella società.

Quando decido di risolvere i miei problemi attraverso la recitazione del Daimoku mi sorgono dubbi sulle mie reali possibilità di riuscirvi.Avere dubbi è normale, visto che nella natura umana è insita la capacità di ragionare e porsi domande. Detto questo, è importante decidere con forza di voler "risolvere i problemi", recitare Daimoku con serietà e impegnarsi concretamente. Altrettanto importante è poter parlare apertamente con un membro più anziano nella fede, e ascoltare le esperienze degli altri: la storia di qualcuno che è riuscito a superare problemi simili ai nostri con il potere della fede è per noi fonte di fiducia. Infine lo studio è un valido strumento per approfondire la fede: solo grazie a una solida fede nel Gohonzon, i nostri obiettivi si realizzano e possiamo superare gli ostacoli.

per approfondire:
W. Hochswender, G. Martin, T. Morino, Il Budda nello specchio, esperia, 2005, 51-53.
Il Buddismo di Nichiren Daishonin, esperia, 2006, 136-138.

dal Gosho

«L'ambiente è paragonabile all'ombra e l'essere vivente al corpo. Come senza il corpo non c'è ombra, così senza essere vivente non c'è ambiente. Inoltre, l'essere vivente è formato dall'ambiente».
Sui presagi (SND, 6, 130)

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