La vita di Nichiren Daishonin #2/10

Proclamazione di nam-myoho-renge-kyo

A trentadue anni tornò al Seicho-ji. A mezzogiorno del 28 aprile 1253 tenne il suo primo sermone e, davanti a Dozen-bo, agli altri preti e a numerosi ascoltatori laici, proclamò che Nam-myoho-renge-kyo è la sola grande Legge che può condurre all’Illuminazione l’umanità nell’epoca di Mappo.
In questa occasione si dette il nome di Nichiren (Sole-loto). Nella Lettera a Jakunichi-bo spiega: «Il fatto che mi sia dato il nome di Nichiren significa che ottenni l’Illuminazione da solo». Nel suo primo sermone confutò anche la scuola Nembutsu che insieme alle altre principali scuole buddiste dell’epoca, la Zen, la Ritsu e la Shingon erano la causa della rovina della nazione. Ciò suscitò l’ira di Tojo Kagenobu, signore del luogo e fervente seguace Nembutsu, e, la sera stessa, il Daishonin fu costretto a lasciare il tempio.
Si recò quindi a Kamakura e si stabilì in un casolare a Matsubagayatsu, da dove iniziò la sua attività di propagazione. In quel periodo si convertirono alcuni dei suoi principali discepoli: i monaci Nissho e Nichiro, i laici Toki Jonin, Shijo Kingo, Kudo Yoshitaka e Ikegami Munenaka.
Ai tempi del Daishonin il Giappone era colpito da una serie di catastrofi, terremoti, incendi, inondazioni, siccità, carestie, pestilenze. Dopo un disastroso terremoto che colpì Kamakura nell’agosto del 1253, il Daishonin si recò a Iwamoto nel tempio Jisso-ji a rileggere le scritture e a meditare sulle cause delle “tre calamità e sette disastri”. Durante il soggiorno al Jisso-ji, Nikko Shonin divenne suo discepolo. (continua)
stampa la pagina

Commenti