Il potere del Daimoku

Ho avuto la fortuna di incontrare il Buddismo molti anni fa, quando a Firenze - dove vivo - c'erano pochissime persone che lo praticavano e non esisteva un'attività regolare cadenzata da un calendario di riunioni e incontri. Il caro amico che me ne parlò per la prima volta mi disse solo di recitare una certa frase, aggiungendo che si trattava di "una specie di Buddismo", ma non mi dette ulteriori spiegazioni: probabilmente neanche lui ne sapeva molto di più. Ogni tanto, ricordandomi questa cosa, gli chiedevo: «Com'era quella frase?» e lui me la ripeteva di nuovo, fino al giorno in cui mi disse: «Adesso te la scrivo, così la smetti di seccarmi» (il corsivo è mio, la sua espressione fu più colorita). Passarono alcuni mesi durante i quali mi piaceva ripetere ogni tanto quel Nam-myoho-renge-kyo, avevo l'impressione che mi facesse bene; fu solo più tardi che, grazie all'incontro con altri praticanti che si erano nel frattempo trasferiti nella mia città, capii che si trattava di una pratica da fare con regolarità.
Eravamo tutti studenti, la maggior parte dei quali pressoché nullafacenti, avevamo un sacco di tempo libero, pochissimo materiale da studiare e pochissime attività da organizzare (quando si è una quindicina in tutto, organizzarsi è piuttosto facile). L'unico punto fermo per sentirci "buddisti" era recitare Nam-myoho-renge-kyo, e ogni occasione era buona: trovarsi per recitare almeno un'ora di Daimoku insieme era consuetudine quotidiana, e la quantità minima giornaliera sotto la quale nessuno avrebbe mai ammesso di scendere erano le fatidiche "due ore". Non ne eravamo del tutto coscienti, ma tutto questo Daimoku funzionava: piano piano le nostre vite prendevano delle buone direzioni ed evidentemente riuscivamo a mantenere una condizione vitale e un entusiasmo talmente elevati che sempre più persone decidevano di unirsi a noi. Eppure, entrando oggi nel mio ventinovesimo anno di pratica, di fronte alle inevitabili difficoltà che chiunque - buddista o no - incontra, mi scopro ancora capace di sorprendermi di quanto grande sia il potere di Nam-myoho-renge-kyo nel permettermi di guidare la mia vita nella direzione della felicità.

Cosa significa Nam-myoho-renge-kyo

Nam-myoho-renge-kyo è composto dal titolo del Sutra del Loto in caratteri cinesi, Myoho-renge-kyo, preceduto da Nam (contrazione fonetica della parola di origine sanscrita namu che significa unirsi, dedicarsi a), e si chiama Daimoku, che significa appunto titolo. Letteralmente, myo significa mistico, al di là della comprensione, o anche meraviglioso, ho significa legge, renge indica il fiore del loto e kyo significa sutra, insegnamento; quindi Myoho-renge-kyo significa "Sutra della mistica (meravigliosa) Legge del loto". Ogni singolo carattere, però contiene molti altri significati. Myo significa morte e ho vita, quindi, oltre che mistica Legge, myoho indica anche l'alternanza della fase latente e di quella manifesta, proprie di tutti i fenomeni. Ho significa il fenomento che può essere percepito, myo l'entità non percepibile che si manifesta attraverso ho. Myo contiene anche i significati "aprire" e "rivitalizzare": aprire la vita per fare emergere la natura incontaminata del mondo di Buddità con la sua saggezza, la sua energia, la sua creatività e tutti i meravigliosi attributi che ciascun essere umano possiede a livello potenziale, elevare la qualità della vita stessa ed esercitare un'influenza positiva su tutto l'ambiente circostante. Gli aspetti "percepibili" che manifestano questa trasformazione sono ho. Il fiore del loto, renge, indica la simultaneità della causa e dell'effetto. Nella nostra esperienza quotidiana, infatti, siamo abituati a pensare che l'effetto venga "dopo" la causa. Renge, al contrario, ci insegna che il fatto stesso di porre una causa produce simultaneamente un effetto che può anche rimanere latente, in attesa delle circostanze appropriate per manifestarsi, ma entra comunque a fare parte del magazzino di cause-effetti che ognuno di noi porta con sé nella sua vita e che viene chiamato karma. Questa visione, detto per inciso, ci fa capire come ogni circostanza, favorevole o sfavorevole, nella quale ci capita di imbatterci sia stata creata da noi stessi e che noi stessi - e nessun altro - possiamo intervenire sulla catena di cause ed effetti per cambiare il corso della nostra esistenza. Kyo, infine, indica l'ordito di un tessuto, dove ogni fenomeno è strettamente correlato agli altri e ogni essere vivente a tutti gli altri esseri viventi così come all'ambiente inanimato che lo circonda, ma indica anche e soprattutto il suono, la vibrazione che è così importante quando la nostra voce intona Nam-myoho-renge-kyo, quando cioè entriamo in sintonia con la meravigliosa Legge alla quale ubbidisce ogni fenomeno dell'universo, dalle sconfinate galassie alla più piccola particella di polvere.
Ma, in poche parole... perché recitare Nam-myoho-renge-kyo? L'unica risposta che ci sentiamo di dare è quella che lo stesso Daishonin scrive a un discepolo nel Gosho intitolato Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza: «Se vuoi liberarti dalle sofferenze di nascita e morte che sopporti dall'eternità e raggiungere sicuramente la suprema Illuminazione in questa esistenza, devi risvegliarti alla mistica verità che è sempre esistita nella vita degli esseri umani. Questa verità è Myoho-renge-kyo. Di conseguenza recitare Myoho-renge-kyo ti permetterà di percepire la mistica verità dentro di te». Queste parole spazzano via ogni possibile fraintendimento: recitare Nam-myoho-renge-kyo non ha niente a che vedere con la magia, con l'autosuggestione, con la superstizione. Potrebbe essere considerato una disciplina dagli effetti profondi, talmente profondi da non poter essere esaurientemente spiegati con delle semplici parole pronunciate da un comune mortale. Un po' più facile se le parole con cui tentiamo di spiegarli le prendiamo ancora una volta in prestito da Nichiren Daishonin: «Quando una persona è illusa è chiamata comune mortale, ma una volta illuminata è chiamata Budda. Anche uno specchio appannato brillerà come un gioiello se viene lucidato. Una mente annebbiata dalle illusioni derivate dall'oscurità innata della vita è come uno specchio appannato, che però, una volta lucidato, diverrà chiaro e rifletterà l'Illuminazione alla verità immutabile. Risveglia in te una profonda fede e lucida il tuo specchio notte e giorno. Come puoi lucidarlo? Solo recitando Nam-myoho-renge-kyo» (SND, 4, 5). Ci danno un'idea piuttosto precisa di quello che dovrebbe essere l'atteggiamento di ciascuno di noi nel recitare Daimoku: prendere in mano il nostro destino e diventare i veri artefici della nostra vita.
a cura di Stefano Niccoli

Commenti

  1. CREDO MOLTO NELLA MISTICA LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO E ANNI CHE RECITO E HO VISTO CAPIAMENTI NELLA MIA VITA..

    RispondiElimina
  2. NAM MYO RENGE KYO il mezzo per guidare la nostra vita..il nostro cuore..come vogliamo per il nostro massimo bene e il bene di chi ci circonda..è la forza + bella, fresca, pura che la l'universo ci potesse donare..GRAZIE! UN ABBRACCIO A TUTTI

    RispondiElimina
  3. ciao io sono grata per aver incontrato questa pratica mi ha dato tanto sia interiormente e benefici inaspettati al di sopra delle mie aspettative io pratico da quindici anni la pratica e' la mia grande forza la mia fede e' molto forte e pura adesso ho un obbiettivo ''impossibile'' ma nulla e' tale per noi che pratichiamo e' una sfida per comprendere che noi facciamo la differenza in base a quanto ci crediamofino in fondo nelle nostre potenzialita' noi siamo nmy

    RispondiElimina
  4. grazie delle spiegazioni

    RispondiElimina
  5. ciao il mio nome e' marco, vivo a firenze da moltissimi anni,ho conosciuto il buddismo da circa dodici anni,grazie a mia sorella luisella.
    sinceramente il primo impatto non fu' molto positivo, in quegli anni ero arrabbiato con il mondo intero,ero in una situazione matrimoniale molto precaria, il lavoro ancora peggio,ero veramente depresso.un giorno incontrai mia sorella e una sua amica, a casa dove vivevo,parlammo a lungo e una frase mi fece andare fuori dai gangheri,(l'anna,amica di mia sorella) disse: vedi marco io ti ho scelto come amico e ti parlero'del nam myho renge kio.
    io veramente non ho nessuna intenzione di esserti amico le dissi e tanto meno mi interessa quella cosa li.
    passaro alcuni mesi senpre avvolto da un oscurita totale,fino a che una sera senza un perche' telefonai a mia sorella e le chiesi di aiutarmi, ero disperato...mi ero separato e la ditta dove lavoravo stava per chiudere.
    fu' l'inizio della mia avventura..cominciai a praticare e recitare,giorno e notte mattina e sera davanti ad una parete spoglia, e molte volte ero assalito da dubbi paure ,mi chiedevo se fossi impazzito veramente,ma continuavo,sentivo dentro di me che comunque nonostante i problemi c'era una forza che mi scuoteva interiormente, mi faceva stare bene.
    quella frase diventava musica piu' la ripetevo piu' mi piaceva. quella donna (anna)non la vidi piu',nel frattempo facevo parte di un gruppo al galluzzo, era veramente stupendo un gruppo che cresceva di volta in volta,poi una sera durante il daymoku suonarono e io aprii la porta,e rividi dopo molto tempo l'anna che con grande stupore mi chiese che cosa facessi in quella casa,poi dopo una veloce spiegazione ci abbracciammo e scoppiammo a ridere.
    dopo alcuni mesi presi il GOHONZON,e la mia vita cambio' radicalmente,la ditta chiuse ma prima che succedesse ricevetti una telefonata da golden lady dove ancora oggi lavoro,con la moglie decidemmo di divorziare ma rimanendo comunque amici,oggi vivo per lunghi periodi in serbia dove lavoro, ho conosciuto una donna stupenda che amo e a cui parlo di buddismo..oggi riesco a relazionarmi con le persone, cosa che tempo fa'non facevo, ho perso la mia arroganza. ho un grande debito di gratitudine per molte persone, mia sorella,anna, massimo, giuseppe, carol, stefano,ma sopratutto nel NAM MYOHO RENGE KIO.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io ho perso la mia arriganza!

      Elimina
  6. GRAZIE FANTASTICA SPIEGAZIONE LIMPIDA! GRAZIE

    RispondiElimina
  7. sono tre mesi che recito daimoku ma ancora non ho ricevuto niente di particolare anzi devo dire che sono più confusa e più sensibile a ciò che mi accade ogni giorno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A volte succede. Il diamoku All'All'inizio mi provocava molto dolore. Dopo quattro anni ho capito che succedeva perché stavo pulendo il mio karma. è come se fare daimoku tirasse fuori tutte le sofferenze dalla nostra vita. Così le possiamo vedere e finalmente affrontare.

      Elimina
  8. Io non riesco ancora a recitare 1 ora intera. Quindi ciò che faccio è tutto inutile?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, farne tanto ti alza di più lo stato vitale, ma l'importante è sforzarsi col cuore. Se per ora non riesci con un'ora, fanne comunque più che puoi!!!

      Elimina
  9. ciao a tutti io veramente pratico il buddhismo da circa un anno e recito il mantra om molto bello ma da poco mi so avvicinato a nam myo renge kyo mi piace recitarlo libera la mente

    RispondiElimina
  10. grazie per la spiegazione io continuo da tre anni a volte con entusiasmo a volte trascinata dai miei compagni di fede oggi è la giornata della gratitudine e ringrazio la vita che con le sue traversie mi hanno portato a oggi. ieri mi hanno chiesto di diventare responsabile di gruppo.....scapperei ma ......la gratitudine per l'impegno di tanti mi porta a riflettere sullo scambio reciproco. un abbraccio a chi legge

    RispondiElimina
  11. grazie per la spiegazione io continuo da tre anni a volte con entusiasmo a volte trascinata dai miei compagni di fede oggi è la giornata della gratitudine e ringrazio la vita che con le sue traversie mi hanno portato a oggi. ieri mi hanno chiesto di diventare responsabile di gruppo.....scapperei ma ......la gratitudine per l'impegno di tanti mi porta a riflettere sullo scambio reciproco. un abbraccio a chi legge

    RispondiElimina
  12. Grazie a NAM MYOHO RENGE KYO ho capito che anche l'impossibile diventa realizzabile. Ho imparato a credere in me stessa nelle mie potenzialità e sono felice di poter indirizzare la mia vita verso quello che è meglio per me. Se io sono felice riesco a infondere coraggio e gioia a tutte le persone che mi stanno vicino e questo mi fa sentire bene. Sono felice di aver incontrato questa pratica e ringrazio Lucia per avermi fatto questo grande regalo. Un abbraccio a tutti

    RispondiElimina

Posta un commento